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Malala Yousafzai, 16 anni, la ragazzina alla quale i talebani in Pakistan hanno sparato perché chiedeva che anche le femmine potessero ricevere un’istruzione, adesso vive nel Regno Unito e parla a favore della campagna, iniziata da una coetanea Fahma Mohamed, di sensibilizzazione ed educazione sulla pratica delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF).

Malala afferma che la Fahma si trova ad un punto cruciale: “più di 140milioni di ragazze e donne nel mondo sono state mutilate, ma possiamo uscirne tutte assieme e cambiare le cose per la prossima generazione. Siamo ‘sorelle’ e sto al suo fianco, e vorrei che fosse ascoltata come sono stata ascoltata io.

È importante che le persone si rendano conto dell’esistenza di questa pratica che affligge milioni di donne in tutto il mondo in modo tale da poter trovare una soluzione, fortunatamente esistono ragazze come Fahma che sono attive coinvolte e appassionate alla causa.  In Africa sono 28 i paesi – Kenya incluso – dove questa pratica è molto diffusa, in particolare nelle zone rurali. Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon elogia la piccola Mohamed e sostiene la campagna definendola “di grande ispirazione”.

La battaglia contro le MGF può essere comparata a quella di Malala per il diritto all’educazione universale, anzi lei stessa sostiene che il lavoro di sensibilizzazione svolto dai gruppi anti-MGF e la sua campagna per l’educazione per tutti e ovunque sono due facce della stessa lotta per i diritti delle donne: “la questione delle MGF dovrebbe essere inclusa nei programmi scolastici, tutti dovrebbero esserne a conoscenza per portare avanti la battaglia.”

Fonte: The Guardian

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Fonte: The Guardian<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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