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Secondo la World Health Organization (WHO) la sicurezza alimentare si basa su tre pilastri: disponibilità di cibo: quantità sufficiente di cibo disponibile in modo consistente; accesso al cibo: sufficienti risorse per produrre alimenti per una dieta nutriente; uso del Cibo: basato sulla conoscenza di base dei principi nutritivi e di assistenza. É quindi chiaro che per sicurezza alimentare s’intende una problematica dello sviluppo sostenibile molto complessa, legata alla salute e alla malnutrizione, ma anche alla sostenibilità economica, ambientale e commerciale. Un’altra questione fondamentale legata alla sicurezza alimentare riguarda la distribuzione del cibo; nel mondo ne viene prodotto in quantità tali che nessuno dovrebbe morire di fa, ma poi per questioni di profitto, solo una minima percentuale della popolazione globale ha la possibilità di accedere costantemente a quel cibo. Nel resto del mondo si è fortunati se si riesce a mettere insieme un pasto al giorno.

Secondo un recente Rapporto di ReliefWeb, in Kenya la popolazione con forte necessità di assistenza alimentare e a rischio malnutrizione è in leggero calo, ma il 63% delle comunità che si trovano in condizione più critica da questo punto di vista, si trova nelle aree rurali e pastorali del Sud del paese (dove opera anche il progetto Alice Kilimanajaro) perché costantemente dipendenti dall’ambiente naturale e dagli agenti atmosferici che possono portare benessere in caso di abbondanti piogge ma anche siccità. Poiché la quantità pioggia caduta nel trimestre ottobre-dicembre 2013 è stata minore rispetto alla media e si sono quindi ridotte anche le produzioni di materie prime alimentari, il prezzo del mais è cresciuto marginalmente. Questo ha avuto però immediatamente un forte impatto sulle famiglie a basso reddito in tutto il paese e su quelle famiglie che vivono alla giornata negli slums di Nairobi limitando di fatto l’accesso al cibo e aumentando i livelli di malnutrizione, in particolare infantile.

Fino al 15 marzo, inviando un SMS o telefonando da fisso al numero 45507, donerete 2 euro ad Alice for Children e contribuirete a garantire il diritto al cibo e alla sicurezza alimentare dei 2000 bambini beneficiari del nostro programma. 50.000 SMS in 14 giorni è la sfida di questa campagna; guardate il nostro spot e dateci una mano passando parola a tutti i vostri amici su Facebook, Twitter e Google+. Insieme ce la possiamo fare.

Fonti: WHO, ReliefWeb 

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Secondo la World Health Organization<\/b> (WHO) la sicurezza alimentare<\/i><\/b> si basa su tre pilastri: disponibilit\u00e0 di cibo: quantit\u00e0 sufficiente di cibo disponibile in modo consistente; accesso al cibo: sufficienti risorse per produrre alimenti per una dieta nutriente; uso del Cibo: basato sulla conoscenza di base dei principi nutritivi e di assistenza. \u00c9 quindi chiaro che per sicurezza alimentare s\u2019intende una problematica dello sviluppo sostenibile molto complessa, legata alla salute e alla malnutrizione, ma anche alla sostenibilit\u00e0 economica, ambientale e commerciale. Un\u2019altra questione fondamentale legata alla sicurezza alimentare riguarda la distribuzione del cibo; nel mondo ne viene prodotto in quantit\u00e0 tali che nessuno dovrebbe morire di fa, ma poi per questioni di profitto, solo una minima percentuale della popolazione globale ha la possibilit\u00e0 di accedere costantemente a quel cibo. Nel resto del mondo si \u00e8 fortunati se si riesce a mettere insieme un pasto al giorno.<\/span><\/p>

Secondo un recente Rapporto di ReliefWeb, in Kenya<\/b> la popolazione con forte necessit\u00e0 di assistenza alimentare e a rischio malnutrizione \u00e8 in leggero calo, ma il 63% delle comunit\u00e0 che si trovano in condizione pi\u00f9 critica da questo punto di vista, si trova nelle aree rurali e pastorali del Sud del paese (dove opera anche il progetto Alice Kilimanajaro<\/b><\/a>) perch\u00e9 costantemente dipendenti dall’ambiente naturale e dagli agenti atmosferici che possono portare benessere in caso di abbondanti piogge ma anche siccit\u00e0. Poich\u00e9 la quantit\u00e0 pioggia caduta nel trimestre ottobre-dicembre 2013 \u00e8 stata minore rispetto alla media e si sono quindi ridotte anche le produzioni di materie prime alimentari, il <\/span>prezzo del mais<\/b> \u00e8 cresciuto marginalmente. Questo ha avuto per\u00f2 immediatamente un forte impatto sulle <\/span>famiglie a basso<\/b> reddito in tutto il paese e su quelle famiglie che vivono alla giornata negli <\/span>slums<\/b> di Nairobi limitando di fatto l\u2019accesso al cibo e aumentando i livelli di <\/span>malnutrizione<\/b>, in particolare infantile.<\/span><\/p>

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Fonti: WHO<\/a>, ReliefWeb<\/a> <\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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