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Un altro fattore causa dell’insicurezza alimentare è rappresentato dalla Crisi globale dell’acqua. Si stima che la regione dell’Africa Sub Sahariana includa il maggior numero di paesi affetti da mancanza d’acqua rispetto Al resto del mondo.  Su 800 milioni di persone, circa 300 milioni non hanno accesso a fonti d’acqua e si è previsto che entro il 2030 tra i 75 e i 250 milioni di africani vivranno in condizione di acuta mancanza d’acqua, e per questo saranno spinti a migrare verso zone dove l’acqua sarà ancora disponibile.

Gli scienziati stimano che nonostante la scoperta di un immenso bacino acquifero nel sottosuolo del Lago Turkana lo scorso settembre, entro la fine del secolo, a causa dei costanti cambiamenti climatici, il paese  sarà sempre più arido e le risorse acquifere si ridurranno del 25%. Ma non solo: trovandosi in un punto di intersezione tra Uganda, Sud Sudan e Kenya, il bacino potrà presto essere causa di conflitti inter statali. Dal suo canto, il Governo kenyota sostiene che il bacino acquifero può soddisfare il fabbisogno del paese per i prossimi 70 anni. Gli scienziati invece, stimano che se la popolazione continuerà a crescere con l’attuale rapidità, l’acqua del bacino non sarà sufficiente per sostenere le attività economiche. Per questi motivi è necessaria una virata verso la sostenibilità nelle infrastrutture e nella gestione delle risorse. Lo sfruttamento sregolato nel lungo periodo potrà solo danneggiare la produzione delle comunità agricole rurali che contano sui loro raccolti per il proprio sostentamento, portando all’aggravarsi della loro condizione di sicurezza alimentare.

Fino al 15 marzo, inviando un SMS o telefonando da fisso al numero 45507, donerete 2 euro ad Alice for Children e contribuirete a garantire il diritto al cibo e alla sicurezza alimentare dei 2000 bambini beneficiari del nostro programma. 50.000 SMS in 14 giorni è la sfida di questa campagna; guardate il nostro spot e dateci una mano passando parola a tutti i vostri amici su Facebook, Twitter e Google+. Insieme ce la possiamo fare.

Fonte: UPI

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Gli scienziati stimano che nonostante la scoperta di un immenso bacino acquifero nel sottosuolo del Lago Turkana <\/b>lo scorso settembre, entro la fine del secolo, a causa dei costanti cambiamenti climatici, il paese  sar\u00e0 sempre pi\u00f9 arido e le risorse acquifere si ridurranno del 25%. Ma non solo: trovandosi in un punto di intersezione tra Uganda, Sud Sudan<\/b> e Kenya<\/b>, il bacino potr\u00e0 presto essere causa di conflitti<\/b> inter statali. Dal suo canto, il Governo<\/b> kenyota sostiene che il bacino acquifero pu\u00f2 soddisfare il fabbisogno del paese per i prossimi 70 anni. Gli scienziati invece, stimano che se la popolazione continuer\u00e0 a crescere con l\u2019attuale rapidit\u00e0, l\u2019acqua del bacino non sar\u00e0 sufficiente per sostenere le attivit\u00e0 economiche. Per questi motivi \u00e8 necessaria una virata verso la sostenibilit\u00e0 nelle infrastrutture e nella gestione delle risorse. Lo sfruttamento sregolato<\/b> nel lungo periodo potr\u00e0 solo danneggiare la produzione delle comunit\u00e0 agricole rurali che contano sui loro raccolti per il proprio sostentamento, portando all’aggravarsi della loro condizione di sicurezza alimentare.<\/p>

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Fonte: UPI<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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