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Avevamo scritto della vicenda di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in occasione del premio giornalistico intitolato alla stessa, oggi ricorre il ventennale e ancora la verità sembra allontanarsi giorno dopo giorno. Vent’anni di polemiche, divisioni, colpi di scena, accuse di depistaggio. Quali gli assassini? Quale il movente? Pochi punti fermi, un solo condannato tra mille dubbi e tante lacune. A partire da quelle, come per gli altri grandi misteri italiani, sul possibile coinvolgimento di pezzi dello Stato. Fu un tentativo di rapimento finito in tragedia contro giornalisti scelti a caso o un agguato premeditato e mirato contro testimoni scomodi di traffici illeciti nella Somalia del post Siad Barre? Ecco la domanda, sempre la stessa, che divide magistratura e politica dal quel 20 marzo 1994, quando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin furono assassinati da un commando a Mogadiscio.

La madre di Ilaria Alpi, Luciana, continua ancora oggi a sostenere che l’unico condannato per l’omicidio sia in realtà un capro espiatorio. “Sono schifata da questa giustizia – ha detto – Ilaria aveva toccato il segreto più gelosamente custodito in Somalia: lo scarico di rifiuti tossici pagato con soldi e armi. La verità è che c’è un filo invisibile che lega la morte di mia figlia alle navi dei veleni, ai rifiuti tossici partiti dall’Italia e arrivati in Somalia. Ci sono documenti che lo provano. Ci sono le testimonianze dei pentiti. Eppure nessuno ha avuto il coraggio di processare i colpevoli. In carcere è finito un miliziano somalo che sta scontando 26 anni, ed è innocente. Ilaria è sempre presente nella mia vita, non c’è giorno che non pensi a mia figlia, mi mancano le sue risate, i suoi racconti, i suoi baci Finché avrò vita chiederò il nome dei mandanti dell’omicidio di mia figlia. Perché Ilaria e Miran sono stati giustiziati”.

La morte di Ilaria ha lasciato in eredità tanti misteri, ma anche la passione per il giornalismo e la ricerca della verità che ha ispirato premi giornalistici, canzoni e film.

Vi segnaliamo alcuni eventi per commemorare la morte di Ilaria e Miran: una mostra, e e uno speciale in TV .

Fonte: il Fatto Quotidiano

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La madre di Ilaria Alpi, Luciana, continua ancora oggi a sostenere che l\u2019unico condannato per l\u2019omicidio sia in realt\u00e0 un capro espiatorio. \u201cSono schifata da questa giustizia<\/i> \u2013 ha detto \u2013 Ilaria aveva toccato il segreto pi\u00f9 gelosamente custodito in Somalia: lo scarico di rifiuti tossici pagato con soldi e armi. La verit\u00e0 \u00e8 che c\u2019\u00e8 un filo invisibile che lega la morte di mia figlia alle navi dei veleni, ai rifiuti tossici partiti dall\u2019Italia e arrivati in Somalia. Ci sono documenti che lo provano. Ci sono le testimonianze dei pentiti. Eppure nessuno ha avuto il coraggio di processare i colpevoli. In carcere \u00e8 finito un miliziano somalo che sta scontando 26 anni, ed \u00e8 innocente. Ilaria \u00e8 sempre presente nella mia vita, non c\u2019\u00e8 giorno che non pensi a mia figlia, mi mancano le sue risate, i suoi racconti, i suoi baci Finch\u00e9 avr\u00f2 vita chieder\u00f2 il nome dei mandanti dell\u2019omicidio di mia figlia. Perch\u00e9 Ilaria e Miran sono stati giustiziati<\/i>\u201d.<\/p>

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Fonte: il Fatto Quotidiano<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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