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Il 23 marzo, a Likoni vicino a Mombasa, Kenya è stata attaccata la chiesa della setta cristiana Joy in Jesus (Gioia in Gesù). L’assalto è avvenuto durante le funzione mattutina, tre terroristi, uno con una maschera sulla faccia, un secondo con un largo cappello calato sulla fronte e un terzo con una sciarpa avvolta sul capo, sono entrati dalla porta principale, mentre un quarto dal retro e hanno sperato indiscriminatamente senza badare a chi uccidevano, donne, bambini o gli uomini. Dopo di chè sono riusciti poi a scappare a piedi, prima dell’arrivo della polizia. 4 i morti e 21 i feriti, tra le vittime anche il pastore della chiesa, Philip Masela.

Gli occhi sono puntati contro gli integralisti islamici somali di Al-Shabaab, gli stessi dell’attacco al Westgate Mall lo scorso settembre, che hanno annunciato di volersi vendicare contro la presenza delle forze armate kenyote inviate in Somalia. L’attacco alla chiesa di Likoni è avvenuto una settimana dopo che la polizia ha sequestrato un importante carico di esplosivi che avrebbero dovuto essere utilizzati dai terroristi per attentati sulla costa. Due sospetti sono stati arrestati ed è aperta la caccia ai loro complici.

Per far fronte alle tensioni religiose e alla crescente radicalizzazione religiosa sulla costa kenyota e nel Nord nel Paese, il Governo ha deciso che tutti i cittadini somali rifugiati presenti sul territorio kenyota devono ritornare nei campi di Kakuma e Dadaab con effetto immediato e chiunque trasgredirà, verrà perseguito. Le autorità pensano che in questo modo potranno controllare meglio le attività dei rifugiati somali tra i quali si mescolano militanti islamici.

Fonti: Africa ExpressReuters 

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Fonti: Africa Express<\/a>, Reuters<\/a> <\/span><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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