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Vent’anni fa in Rwanda durante cento giorni di pulizia etnica, le milizie hutu hanno ucciso 800mila persone tra tutsi e hutu moderati. Ufficialmente il Genocidio del Rwanda è iniziato il 6 aprile 1994 quando l’aereo con a bordo i presidenti hutu di Rwanda e Burundi, viene abbattuto: le persone vengono uccise al ritmo di 9mila al giorno in uno stato africano poco più grande della Lombardia. Giorno dopo giorno aumentano i massacri: da Gikondo nella Pallottine Missionary Catholic Church, a quello della Nyarubuye Catholic Church, a Kibuye nello stadio di Gatwarp e sulle colline di Bisessero. Non è che il 18 aprile, e mentre l’ONU dibatte sulle possibilità d’intervento, il genocidio è già in corso. Solo allora, il presidente francese Mitterand decide di inviare 500mila uomini, un intervento che costerà alla Francia l’accusa di non aver fatto abbastanza per arginare le squadre di morte. A metà luglio del 1994 il RPF proclama la vittoria dopo che il Paese ha perso un quinto della sua popolazione. Ad oggi solo 93 dei responsabili del genocidio sono stati incriminati dalla ICTR, il tribunale internazionale per il Rwanda, migliaia sono ancora a piede libero.

Il Belgio ha confermato che prenderà parte alla commemorazione per il 20esimo anniversario del genocidio in Rwanda, nonostante l’attacco arrivato dal presidente Paul Kagame, il quale ha denunciato “un ruolo diretto di Belgio e Francia nella preparazione del genocidio“.  A causa di queste parole, la Francia ha deciso di non partecipare alla commemorazione. 

Se siete interessati ad un approfondimento, nel 2011 è uscito “Kinyarwanda” (lingua locale parlata da tutti), un film insolito che non si sofferma sugli orrori e sui rimorsi della comunità internazionale, ma parla di perdono e riconciliazione. Basato sullo script di Ishmael Ntihabose, che nel 1994 aveva 14 anni, porta alla luce anche una storia che in pochi conoscono: l’impegno della comunità musulmana locale a salvare i Tutsi braccati dall’Interahamwe, la milizia armata di machete e bastoni chiodati pronti al massacro.

Fonti: Rai News , il Sole 24 Ore , Voci Globali

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Il Belgio<\/b> ha confermato che prender\u00e0 parte alla commemorazione per il 20esimo anniversario del genocidio in Rwanda, nonostante l’attacco arrivato dal presidente Paul Kagame<\/b>, il quale ha denunciato \”un ruolo diretto di Belgio e Francia nella preparazione del genocidio<\/i>\”.  A causa di queste parole, la Francia<\/b> ha deciso di non partecipare alla commemorazione. <\/p>

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Fonti: Rai News<\/a> , il Sole 24 Ore<\/a> , Voci Globali<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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