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L’Africa occidentale è mobilitata contro la diffusione della febbre emorragica, scatenata in alcuni casi dal virus Ebola. Il Paese più colpito è la Guinea, dove l’ultimo bilancio diffuso dal governo certifica 86 decessi su 137 casi registrati e secondo l’equipe di Medici senza frontiere, il contagio sta procedendo a ritmi allarmanti. “Stiamo fronteggiando il ceppo di Ebola più aggressivo, lo Zaire, che uccide nove persone su dieci”, afferma l’epidemiologo Van Herp.

Scoperto nel 1976 in quello che all’epoca si chiamava Zaire, contro l’Ebola non esistono vaccini, né trattamenti specifici, il virus si trasmette per contatto diretto con sangue, liquidi biologici e tessuti di soggetti infettati, uomini o animali, vivi o morti che siano. Il malato accusa febbre alta, successivamente accompagnata da emorragie, sia esterne che interne, che nel 90% dei casi sono letali. Il professor Muyembe insiste sull’urgenza di trovare un vaccino contro l’Ebola, un virus che si propaga più rapidamente e fa più vittime dell’HIV.

Alcune compagnie aeree stanno cominciando a richiedere un certificato sanitario redatto da un medico del posto prima di consentire ai passeggeri africani, di salire a bordo di qualsiasi velivolo in partenza per l’Europa. “È un atteggiamento vergognoso, perché soltanto i passeggeri di colore? Non mi sembra che Ebola faccia distinzione di genere o di razze“. Protestano alcuni passeggeri. Infatti, Ebola colpisce alla cieca. L’Europa si prepara a ogni evenienza facendo scattare il codice rosso nei principali scali dei voli provenienti dal continente nero. A inizio mese, un volo della Air France proveniente dalla Guinea, è stato bloccato per due ore all’aeroporto Roissy Charles-de-Gaulle, nel timore che a bordo ci fosse un passeggero con il virus dell’Ebola.

Fonti: EuronewsIl Secolo XIX

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Fonti: Euronews<\/a>, Il Secolo XIX<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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