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Alice for Children combatte per la sovranità alimentare in Africa con il progetto FOOD 4 LIFE, selezionato da Nutriamo il futuro, l’iniziativa promossa da Fondazione Mediolanum Onlus a sostegno di organizzazioni non profit. Per vederlo realizzato e proseguire a recuperare i bambini di Dandora dal lavoro in discarica assicurando loro un pasto caldo, è necessario l’aiuto di tutti per far sì che FOOD 4 LIFE sia il progetto più votato online. Scopri di più qui. 

Abbiamo visto quali sono i preoccupanti numeri dell’Insicurezza Alimentare in Africa, ma come mai nonostante i numerosi progetti promossi dalle organizzazioni internazionali per assicurare l’accesso al cibo su scala globale, lo scenario in Africa è così grigio?

Sicuramente la crisi alimentare è strettamente collegata alle crisi finanziarie e ambientali degli ultimi anni che hanno portato a una destrutturazione economica e sociale nei sistemi di produzione locali.

Le linee guida della Banca Mondiale (World Bank, 2008), per la sicurezza alimentare nel mondo, si basano su programmi di sviluppo agricolo finalizzati ad incrementare la produttività delle piccole aziende locali, attraverso la modernizzazione dei sistemi di produzione e l’integrazione dei produttori agricoli nel mercato globale. Purtroppo un grosso problema è rappresentato dallo scarso coordinamento tra le iniziative sviluppate a livello politico-istituzionale e le pratiche di intervento a livello sociale.

Ogni attività portata avanti nei Paesi in via di sviluppo, dovrebbe basarsi sul principio dell’autodeterminazione dei popoli nella produzione, distribuzione e consumo dei beni alimentari; ovvero dovrebbe essere assicurato sempre l’accesso ed il controllo, da parte delle comunità locali, sulle risorse necessarie per la produzione del cibo.

Ovviamente entra spesso in gioco la questione del profitto, in cui hanno un ruolo chiave gli interessi del settore privato che cercano investimenti redditizi. E così
sentiamo parlare di land grabbing o dumping, fenomeni molto diffusi in una terra così grande come l’Africa.

L’Africa sub-sahariana è lo spazio in cui avvengono i principali investimenti per l’acquisizione di ampie estensioni di terra da destinare alla produzione di cibo e di agrocarburanti destinati all’esportazione. Questo significa “rubare” un terreno che appartiene a un altro Paese, per investimenti redditizi. Secondo uno studio della Banca Mondiale, su 56 milioni di ettari acquisiti tra il 2008 ed il 2009 due terzi -40 milioni- hanno riguardato i Paesi che rientrano in questa area.

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“Il land grabbing in Africa viene giustificato dalle imprese interessate all’investimento e dai governi compiacenti con la considerazione che gli investimenti riguardano terreni “non utilizzati” e che quindi è conveniente
affidarli ad investitori capaci di valorizzarli.”

 

 

Sono molti i casi di resistenza da parte delle comunità direttamente colpite da tali processi di espropriazione delle terre, in alcuni casi sono serviti a bloccare progetti di coltivazione intensiva su larga scala, voluti da imprese straniere in accordo con i governi locali.

Ulteriori problemi nascono quando vengono esportati prodotti sotto costo, ovvero a prezzi inferiori rispetto a quelli sostenuti per la produzione interna. Si chiama dumping ed ha effetti distruttivi sulle capacità produttive locali.

Insomma, la possibilità che la sovranità alimentare si traduca in politiche agricole e commerciali coerenti con la difesa degli spazi che appartengono agli agricoltori e allevatori africani, dipende dal rafforzamento della cooperazione tra i diversi soggetti già impegnati in tale direzione.

Il ruolo delle comunità indigene appare negli ultimi anni sempre più rilevante per assicurare non solo il riconoscimento a livello istituzionale del principio della sovranità alimentare, ma anche per tutelare gli spazi di vita delle popolazioni locali.

Ecco perché Alice for Children è impegnata in prima linea con progetti volti a contrastare la malnutrizione e il disagio alimentare nelle comunità che vivono nei villaggi vicino a Nairobi.

Alice for Dandora  aiuta i bambini che vivono e lavorano in discarica a reinserirsi in una vita normale. Da ottobre 2013 garantiamo un pasto al giorno ai 100 bambini che frequentano la scuola primaria Claires Primary School, la più vicina a Dandora, per assicurare cibo e diritto all’istruzione tenendo i bambini lontani dal lavoro in discarica. Quest’anno è in programma l’apertura di un drop-in center per i bambini di strada con lo scopo di dare loro il supporto necessario a trovare una via d’uscita alla discarica e per i casi più critici, se orfani, inserirli nelle nostre case.

C’è tempo fino al 30 aprile per votare e far votare i vostri amici per FOOD 4 LIFE: contribuire è gratuito e un piccolo gesto solidale. Scoprite qui come dare le vostre 5 preferenze al futuro dei bambini di Nairobi! Cosa aspettate?

(Fonte: Agriregionieuropa)

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Ogni attivit\u00e0 portata avanti nei Paesi in via di sviluppo, dovrebbe basarsi sul principio dell\u2019autodeterminazione dei popoli nella produzione, distribuzione e consumo dei beni alimentari; ovvero dovrebbe essere assicurato sempre l\u2019accesso ed il controllo, da parte delle comunit\u00e0 locali, sulle risorse necessarie per la produzione del cibo<\/b>.<\/p>\r\n

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Ulteriori problemi nascono quando vengono esportati prodotti sotto costo, ovvero a prezzi inferiori rispetto a quelli sostenuti per la produzione interna. Si chiama dumping ed ha effetti distruttivi sulle capacit\u00e0 produttive locali.<\/p>\r\n

Insomma, la possibilit\u00e0 che la sovranit\u00e0 alimentare si traduca in politiche agricole e commerciali coerenti con la difesa degli spazi che appartengono agli agricoltori e allevatori africani, dipende dal rafforzamento della cooperazione tra i diversi soggetti gi\u00e0 impegnati in tale direzione.<\/p>\r\n

Il ruolo delle comunit\u00e0 indigene appare negli ultimi anni sempre pi\u00f9 rilevante per assicurare non solo il riconoscimento a livello istituzionale del principio della sovranit\u00e0 alimentare, ma anche per tutelare gli spazi di vita delle popolazioni locali.<\/p>\r\n

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(Fonte: Agriregionieuropa)<\/i><\/p>“}]}[/content-builder]

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