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Ufficialmente, il mondo ha raggiunto iI goal del Millennio riguardante l’acqua già nel 2010, ma in realtà ci sono ancora 45 paesi che non riusciranno a raggiungerlo entro la deadline del 2015.  La maggior parte di essi si trova in Africa Subshariana e dovrebbero aumentare del 26% l’accesso all’acqua potabile in meno di un anno.

L’NGO internazionale WaterAid, nel 2014 ha pubblicato uno studio sui servizi igienico-sanintari in Africa meridionale, nel quale accusa i governi della regione di non fare abbastanza per adempire ai loro doveri nei confronti della società e di non aver aumentato le spese pubbliche per i servizi di base, lasciando quindi gli strati sociali più poveri a farne le spese. Si è stimato che circa 174milioni di persone nella regione non hanno accesso a latrine, mentre 100milioni  non hanno accesso ad acqua potabile, portando a conseguenze molto serie per quanto riguarda la salute e il tasso di mortalità.

Tale lento progresso è da imputare alle decisioni negligenti dei governi che stabiliscono che tali questioni dovevano essere affrontate privatamente dalle singole famiglie. Inoltre, nei rari casi di disponibilità economiche, sono state discriminate le aree rurali a favore di quelle urbane.

Questo tipo di discriminazione vige anche in Kenya, dove le aree urbane godono di migliori accessi all’acqua e alla rete fognaria. Nonostante ciò, estreme disparità si verificano anche all’interno dei medesimi centri urbani. Infatti, coloro che vivono nelle baraccopoli o in insediamenti illegali/informali hanno minor accesso ad acqua potabile o servizi igienici pubblici.

The GuardianWater Supply and Sanitation info

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