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La notizia, anticipata dal Sottosegretario all’Immigrazione Domenico Manzione, giunge mentre il governo affronta un crescente sentimento anti-immigrati alimentato anche dai massicci sbarchi di questi mesi nel sud di migranti partiti dalle coste africane.

Secondo l’attuale legislazione, i figli di genitori immigrati non hanno automaticamente diritto alla cittadinanza anche se nati in Italia e iscritti a scuole italiane, ma devono prima diventare maggiorenni. Le proposte di modifica della legge per consentire di adottare un modello più vicino allo ius soli sono state finora ignorate o contestate, come nel caso del testo presentato dell’ex ministro Kyenge.

Ora però il Ministero dell’Intero punta a emettere una circolare interpretativa che riconosca subito la cittadinanza ai figli nati in Italia da genitori a cui è stato riconosciuto l’asilo politico. L’iniziativa “sicuramente manda un messaggio di accoglienza, risponde a una questione di diritti umani e rimedia a una disparità di trattamento evidente“, ha detto Manzione.

 La circolare sarà emanata nel giro “di poche settimane al massimo“, ha spiegato il sottosegretario, spiegando che comunque i giovani interessati dal provvedimento “numericamente non sono tanti”. Un passo verso una normativa più inclusiva, che attende di essere discussa in Parlamento. Attualmente ai figli dei rifugiati in Italia viene attribuito lo stesso status, ma non a coloro nati dopo che l’asilo è stato garantito. Finora in Italia sono state registrate, per il 2014, 21.000 richieste di asilo, ben più di quelle presentate in tutto il 2013, ha detto Mazione. E sono oltre 40.000 i migranti giunti via mare.

Reuters

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