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Sway4Edu, un programma della società italiana Openet, e Odyssey, un tablet sviluppato in India, stanno portando scuole, radio rurali via satellite nei luoghi più remoti del mondo. Nei luoghi troppo isolati da coprire con cavi e fibre ottiche spesso si assiste a una diffusione più rapida delle reti wireless. Nei luoghi troppo isolati anche per i ricevitori cellulari, si arriva con il satellite.

Partendo da questo semplice concetto, la società di Matera Openet, ha avviato una serie di progetti volti a portare l’accesso Internet in alcune delle aree più remote del pianeta come RD del Congo, Mali e ora anche in Sudafrica. In queste zone Internet significa aver accesso alle radio rurali locali per diffondere musica e informazioni, significa poter organizzare e gestire elezione democratiche e soprattutto significa l’accesso a scuole, e quindi a un’istruzione digitale, che si traduce in maggiori opportunità di sviluppo.

Openet è il principale contractor per l’ESA e ha investito direttamente in questi progetti. In Congo l’azienda italiana collaborerà con la FAO e provvederà sia la connettività e i contenuti formativi sia la piattaforma che permetterà alle radio di condividere i contenuti dei loro palinsesti in cloud. In Sudafrica verranno realizzate strutture alimentate a pannelli solari e dotate di una doppia parabola. Un laptop verrà usato come server per creare una rete Wi-Fi attraverso cui accedere via tablet alla piattaforma di eLearning di Openet. “Entrambi i progetti hanno una forte componente di capacity building, cioè insegneremo agli abitanti a installare e utilizzare queste risorse autonomamente“, spiega Cuccarese, Chief Operating Officer. “Non portiamo personale dall’Europa ma formiamo le risorse locali, unendo al business anche questo aspetto di training professionale. I satelliti possono davvero risolvere enormi problematiche e offrire un contributo davvero importante al territorio africano“.

Corriere della Sera

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Corriere della Sera<\/a>
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