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World Bank (WB) ha recentemente pubblicato delle statistiche che scattano una foto della crescita economica globale poco rassicurante. Essa infatti, non è abbastanza elevata per pensare di ridurre la povertà nel mondo.

I paesi BRICS, che fino a qualche tempo fa guidavano la corsa del treno del pianeta, hanno rallentato. Secondo la WB questi paesi, sono chiamati a fare uno sforzo in investimenti e riforme interne per continuare ad andare avanti con le percentuali di crescita degli ultimi anni e generare sviluppo per tutti anziché solo ricchezza per pochi. La WB prevede una diminuzione del PIL per i BRICS nel 2014 dal 5,3% al 4,8%. Se confermato, sarebbe il terzo anno di crescita consecutiva sotto il 5% per il gruppo di paesi più dinamici. Tale peggioramento riflette l’impatto delle crisi in Ucraina, Libia e Iraq e le tensioni conseguenti sull’export e sui prezzi di gas e petrolio.

Per diversi paesi dell’Africa subsahariana invece continua, sorprendentemente, il trend positivo di crescita, sopra la media mondiale. Il PIL della regione continuerà a crescere dopo aver archiviato nel 2013 un incremento del 4,7%, e del 3,7% nel 2012, sostenuto da investimenti pubblici nei settori dell’energia e delle infrastrutture. In molti paesi, tuttavia, è aumentato il deficit corrente proprio per i programmi di investimento pubblico, l’aumento dei salari dei dipendenti pubblici e l’aumento dei trasferimenti per l’economia, e anche in ragione di una diminuzione degli introiti legati all’export delle materie prime, in conseguenza della debolezza dei prezzi delle commodity sui mercati internazionali. In Mozambico il debito pubblico è aumentato del 43,3% del PIL; in Gambia, addirittura, è arrivato all’82,1% nel 2013. Il debito pubblico è cresciuto anche nei paesi con un buon livello: in Ghana il debito è arrivato al 60,1% del PIL. Secondo la WB, nei prossimi anni saranno necessarie delle politiche fiscali più incisive per rendere sostenibile l’indebitamento e i margini di miglioramento ci sono.

Nigrizia

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Nigrizia<\/a>
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