News e Comunicazioni

La povertà e la fame sono tra i problemi più seri in Africa Subsahariana, e anche i primi punti della lista di MDG che vedono la scadenza nel 2015, ma un team di ricercatori della Queensland University of Technology, guidati dal professor James Dale potrebbe aver trovato una soluzione, ovvero potenziare geneticamente uno degli alimenti più consumati nel continente africano: la banana. L’obiettivo è creare una “super banana” arricchita da alpha e beta carotene, trasformati poi dal corpo umano in vitamina A, la cui la forte mancanza con il tempo è diventata una delle principali cause di cecità e morte nel continente. I ricercatori vorrebbero aumentare le dosi di circa 20 microgrammi.

Piet van Asten, Agronomo presso l’International Institute of Tropical Agriculture, Uganda ricorda però che queste “super banane” devono ancora superare test approfonditi e che quindi non bisognerebbe definirle la cura miracolosa. In ogni caso, se i test – che inizieranno negli Stati Uniti ad ottobre di quest’anno – dovessero avere esiti positivi, dal 2020 gli agricoltori ugandesi e poi kenyoti, rwandesi e tanzaniani comincerebbero la produzione e il commercio delle banane arricchite di Vitamina A.

Ci sono però ancora dei dubbi sull’etica e gli effettivi benefici di questo alimento potenziato geneticamente. Sembra che dietro tutta la ricerca portata avanti dal Professor James Dale ci sia una delle più grandi multinazionali produttrice di OGM, la Monsanto, legata a doppio filo alla fondazione Bill & Melinda Gates, finanziatrice del progetto con $10 milioni. Inoltre, si teme che la coltivazione di OGM in Africa possa dare il via ad altre forme di land grabbing, che renderebbe i Paesi interessati dalle coltivazioni ancora più dipendenti economicamente. Infine, non meno importante, c’è l’aspetto quantitativo: troppo beta carotene risulta cancerogeno e quindi pericoloso per la salute.

Slow Food, Sci Dev Net

[content-builder]{“id”:1,”version”:”1.0.4″,”nextId”:3,”block”:”root”,”layout”:”12″,”childs”:[{“id”:”2″,”block”:”rte”,”content”:”

La povert\u00e0 e la fame sono tra i problemi pi\u00f9 seri in Africa Subsahariana<\/b>, e anche i primi punti della lista di MDG<\/b> che vedono la scadenza nel 2015, ma un team di ricercatori della Queensland University of Technology, guidati dal professor James Dale potrebbe aver trovato una soluzione, ovvero potenziare geneticamente uno degli alimenti pi\u00f9 consumati nel continente africano: la banana. L\u2019obiettivo \u00e8 creare una \u201csuper banana<\/i>\u201d arricchita da alpha e beta carotene, trasformati poi dal corpo umano in vitamina A<\/b>, la cui la forte mancanza con il tempo \u00e8 diventata una delle principali cause di cecit\u00e0 e morte nel continente. I ricercatori vorrebbero aumentare le dosi di circa 20 microgrammi.<\/span>
<\/p>

Piet van Asten<\/b>, Agronomo presso l\u2019International Institute of Tropical Agriculture, Uganda ricorda per\u00f2 che queste \u201csuper banane\u201d devono ancora superare test approfonditi e che quindi non bisognerebbe definirle la cura miracolosa. In ogni caso, se i test<\/b> \u2013 che inizieranno negli Stati Uniti ad ottobre di quest\u2019anno \u2013 dovessero avere esiti positivi, dal 2020<\/b> gli agricoltori ugandesi e poi kenyoti, rwandesi e tanzaniani comincerebbero la produzione e il commercio delle banane arricchite di Vitamina A.<\/p>

Ci sono per\u00f2 ancora dei dubbi sull\u2019etica<\/b> e gli effettivi benefic<\/b>i di questo alimento potenziato geneticamente. Sembra che dietro tutta la ricerca portata avanti dal Professor James Dale ci sia una delle pi\u00f9 grandi multinazionali produttrice di OGM<\/b>, la Monsanto, legata a doppio filo alla fondazione Bill & Melinda Gates, finanziatrice del progetto con $10 milioni. Inoltre, si teme che la coltivazione di OGM in Africa possa dare il via ad altre forme di land grabbing<\/b>, che renderebbe i Paesi interessati dalle coltivazioni ancora pi\u00f9 dipendenti economicamente. Infine, non meno importante, c\u2019\u00e8 l\u2019aspetto quantitativo: troppo beta carotene risulta cancerogeno e quindi pericoloso per la salute.<\/span><\/p>

Slow Food<\/a>, Sci Dev Net<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

Potrebbe anche interessarti

23 dicembre 2019

News dal Kenya

Il Viaggio di Novembre

Lo scorso novembre è stato un mese pieno di grandi avvenimenti per la nostra associazione. Molti di questi si sono svolti durante il viaggio degli ospiti, genitori a distanza e … Continua

21 dicembre 2019

Sostegno a Distanza: una Storia Speciale

Quest’anno abbiamo raggiunto un obiettivo importante per la nostra associazione: ben 156 nuovi bambini sono entrati nel programma di sostegno a distanza! Questo significa che potranno allontanarsi dal lavoro in … Continua

19 dicembre 2019

L'Anemia Falciforme e i Nostri Piccoli Eroi

Si sente parlare spesso di malattie legate al continente africano, come HIV, malaria e tubercolosi. Ma esiste un’altra malattia di cui nessuno parla e che causa problemi gravi a moltissimi … Continua