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Di’ che sei uno di loro’ è una raccolta di cinque storie scritte da Uwem Akpan, un giovane sacerdote gesuita nigeriano dalla vita singolare: prima insegnante, poi ha lavorato in un lebbrosario, ha suonato il banjo, fatto il DJ, lavorato con i ragazzini di strada in Tanzania e a Chicago per tornare infine in Africa ad insegnare e aiutare chi ha bisogno. 

Questo libro mescola il racconto della realtà brutale dell’Africa di oggi con una capacità di rendere in uno stile in cui si scava nel dettaglio, si colora anche di comicità, una realtà che nella sua incredibile verità finisce per arrivare ai nostri occhi come ‘surrealtà’, grazie al fatto che le voci narranti sono tutti bambini le cui storie sono ambientate in Kenya, Nigeria, Etiopia, Niger e Rwanda. Questi nella loro purezza, sono disposti a vedere il bene ovunque: anche se a Nairobi una ragazzina di 12 anni si prostituisce con l’assenso dei genitori, anche se sono figli di malati di AIDS e lo zio sta per venderli come schiavi, o se si tratta di due ragazzine etiopi separate brutalmente per l’odio religioso che divide i genitori. È agghiacciante veder costruito il meccanismo perfido attraverso cui un adulto si impadronisce con qualche moina delle loro candide menti.

Non sono racconti di impegno umanitario, non c’è nulla di consolatorio, ma non c’è nulla di provocatorio. Akpan riesce a comunicare l’idea che l’Africa è un groviglio di contraddizioni di un paese che non è solo quello che vediamo nelle discariche e negli slum, ma esiste un’Africa che lavora, che è anche benestante, così come esiste un’Africa che vive con sconvolgente normalità la possibilità di  prostituirsi a tempo pieno.

Veloce, asciutto, ironico, ma anche preciso, accorato, che, senza concedere nulla al sentimentalismo, lascia un senso di impotente angoscia.

Il Mio Libro Blog Mario de Santis 

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