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Oggi nel mondo si festeggia la Giornata internazionale della Pace, adottata dall’ONU nel 2001 per riaffermare l’impegno e lo scopo sul quale è stata fondata l’Organizzazione. Quest’anno in particolare cade il 30esimo anniversario della Dichiarazione dell’Assemblea Generale sul Diritto dei Popoli alla Pace, la quale riconosce che la promozione della pace è vitale per il pieno godimento dei diritti umani. Per questo motivo, il tema di quest’anno è “Right of Peoples to Peace” (il diritto dei popoli alla pace –).

Per estensione, parlando di pace si parla anche di guerra. L’Africa è un continente spazzato da decenni di guerra e conflitti – per lo più etnici e per il controllo delle risorse – con ricadute a livello regionale ed internazionale, soprattutto negli anni più recenti, attraverso il coinvolgimento militare e umanitario di sempre più attori esterni occidentali. La regione subsahariana in particolare è caratterizzata da un arco d’instabilità esteso dovuto alla presenza di numerosi gruppi militari e paramilitari.

Seppur alcuni siano stati dimenticati, sono ancora numerosi i conflitti in atto. Per citarne alcuni: nel 1987 inizia guerriglia dell’Esercito di Resistenza del Signore guidata da Joseph Kony estesa in tutta la regione centrafricana; nel 1991 inizia la guerra Civile in Somalia, riaccesa poi nel 2011 da un altro conflitto interno; nel 1999 insorgono i ribelli islamici in Nigeria; nel 2007 e poi di nuovo dal 2013 scoppia la ribellione dell’Allied Democratic Forces in Uganda; nel gennaio 2011 inizia il conflitto etnico-civile in Sud Sudan; nel 2012 inizia il conflitto nel Nord Mali per l’indipendenza dal governo centrale e alla fine di quello stesso anno scoppia anche il conflitto etnico in Repubblica Centrafricana; tra 2012 e 2013 si consuma il conflitto civile a Nord Kivu nella RD Congo; dal 2013 è in guerra civile anche il Mozambico.

Le disuguaglianze tra i popoli e all’interno delle singole nazioni sono la vera causa dell’assenza di pace: è arrivato il momento per i “grandi” del mondo di smettere di parlare di pace e mettere in atto misure concrete per raggiungerla perchè essa è un diritto di tutti e non solo di pochi.

ONUBloglobal

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Per estensione, parlando di pace si parla anche di guerra<\/b>. L\u2019Africa<\/b> \u00e8 un continente spazzato da decenni di guerra e conflitti \u2013 per lo pi\u00f9 etnici e per il controllo delle risorse \u2013 con ricadute a livello regionale ed internazionale, soprattutto negli anni pi\u00f9 recenti, attraverso il coinvolgimento militare e umanitario di sempre pi\u00f9 attori esterni occidentali. La regione subsahariana<\/b> in particolare \u00e8 caratterizzata da un arco d\u2019instabilit\u00e0 esteso dovuto alla presenza di numerosi gruppi militari e paramilitari.<\/p>

Seppur alcuni siano stati dimenticati, sono ancora numerosi i conflitti in atto. Per citarne alcuni: nel 1987 inizia guerriglia dell\u2019Esercito di Resistenza del Signore guidata da Joseph Kony estesa in tutta la regione centrafricana<\/b>; nel 1991 inizia la guerra Civile in Somalia<\/b>, riaccesa poi nel 2011 da un altro conflitto interno; nel 1999 insorgono i ribelli islamici in Nigeria<\/b>; nel 2007 e poi di nuovo dal 2013 scoppia la ribellione dell\u2019Allied Democratic Forces in Uganda<\/b>; nel gennaio 2011 inizia il conflitto etnico-civile in Sud Sudan<\/b>; nel 2012 inizia il conflitto nel Nord <\/b>Mali<\/b> per l\u2019indipendenza dal governo centrale e alla fine di quello stesso anno scoppia anche il conflitto etnico in Repubblica Centrafricana<\/b>; tra 2012 e 2013 si consuma il conflitto civile a Nord Kivu nella RD Congo<\/b>; dal 2013 \u00e8 in guerra civile anche il Mozambico<\/b>.<\/span><\/p>

Le disuguaglianze tra i popoli e all’interno delle singole nazioni sono la vera causa dell\u2019assenza di pace: \u00e8 arrivato il momento per i \u201cgrandi\u201d del mondo di smettere di parlare<\/i> di pace e mettere in atto<\/i> misure concrete per raggiungerla perch\u00e8 essa \u00e8 un diritto di tutti e non solo di pochi.<\/p>

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