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Pumzi (termine Swahili per ‘Respiro’) è un corto appartenente al genere Science-Fiction scritto e diretto da Wanuri Kahiu, una film maker Kenyiota, che in stile puramente distopico, riflette su alcune tematiche molto attuali quali riscaldamento globale, fame nel mondo e crisi dell’acqua.

Il film è ambientato nell’Africa orientale in un futuro non troppo distante – tra 35 anni – durante la Terza Guerra Mondiale, ‘La guerra dell’acqua’, una guerra che ha causato devastazione su larga la scala portando all’estinzione e della natura. La terra è stata resa così inabitabile che gli esseri umani devono vivere all’interno di agglomerati abitativi che sigillano fuori il mondo, all’interno dei quali, le persone vivono riciclando i propri fluidi corporei e tutto è prodotto da elettricità generata dall’energia umana. Asha, la protagonista, è la curatrice di un museo nella comunità Maitu che un giorno riceve un piccolo campione di terreno che si rivela non essere tossico. Asha decide quindi di fare richiesta per uscire all’aperto a cercarne altro, ma venendole negato il visto, decide di uscire di nascosto perché quel campione di terreno fertile potrebbe essere un segno di speranza per il futuro.

Che la protagonista riesca o non riesca ad uscire non è il punto fondamentale di questo corto di 20 minuti, bensì l’importanza dei sogni e delle porte che i sogni possono aprire. I sogni sono i semi da piantare per cambiare il futuro. A sottolineare questo tema, nel film si rievocano i famosi discorsi di Martin Luther King Jr.Ho un sogno” e “sono stato in cima alla montagna”.

Futuristically AncientWoyingi

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