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Nelle ultime due settimane, a seguito di una campagna che ha raggiunto una forte risonanza a livello internazionale, il presidente della Tanzania ha promesso che non rimuoverà con la forza la grande comunità Maasai dalla loro terra, per fare largo ad una riserva di caccia per la famiglia reale Saudita. Il Presidente Jakaya Kikwete ha tweettato: “non c’è mai stato, e mai ci sarà, un piano per rimuovere la popolazione Maasai dalla loro terra”. La terra in questione, al confine con il Serengeti National Park, misura 1500Km quadrati caratterizzata dove pascolano liberi 2 milioni di animali, è abitata da circa 80000 pastori che subirebbero gravi danni se dovessero perdere il loro terreno.

Sam Barratt, direttore di Avaaz, l’organizzazione che ha ospitato la campagna, ha detto “è un traguardo importante: per la prima volta in 20 Anni un presidente tanzaniano ha confermato che i Maasai possono vivere al sicuro nella loro terra.” I rappresentanti della comunità Maasai hanno accolto con gioia l’annuncio ma invitano alla cautela: “Senza la nostra terra non siamo nulla e quest’impegno da parte del Presidente fa tirare un sospiro di sollievo a tutti noi. Nonostante ciò, i cacciatori continuano a volere questa terra, e noi ci sentiremo tranquilli, solo quando il nostro diritto a questa terra sarà messo nero su bianco”- aggiunge Ole Kulinga, un anziano di Loliondo. Samwell Nangire, coordinatore dell’associazione locale Ngonett, fa notare che “il piano esisteva, ma [il Presidente] ha detto che non c’è mai stato. Dovrebbe mettere questo impegno per iscritto perché è ciò che tutti stanno attendendo”.

Jakaya Kikwete terminerà il suo mandato tra due anni e, se prima di allora non concretizzerà formalmente il suo impegno, i Maasai rischieranno di ritrovarsi a combattere di nuovo per il loro diritto al terra.

The Guardian

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The Guardian<\/a>
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