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La produzione di olio di marula per prodotti cosmetici, potrebbe essere una via per aumentare il tasso di occupazione in Kenya. L’albero di marula cresce nella zona meridionale dell’Africa e in alcune zone orientali e occidentali. Fino alla fine degli anni Novanta, l’olio di marula era utilizzato solo per la produzione di un liquore Sudafricano, l’Amarula, il trend è cambiato quando una cooperativa di donne namibiane iniziò a produrre l’olio per l’industria cosmetica.

Contenendo più antiossidanti e omega 9 dell’olio di argan, l’olio di marula garantisce una maggiore protezione della pelle dall’ambiente circostante e dai radicali liberi che portano all’invecchiamento precoce della pelle. Quest’olio verrà immesso sul mercato dell’Africa orientale, grazie a Philip Leakey, agricoltore e imprenditore kenyota, che coltiva circa 6mila alberi sul suo terreno e ha intenzione di piantarne altri 50mila. Finora Leakey e la moglie hanno prodotto più di 6mila litri di olio di marula venduti negli Stati Uniti attraverso i canali del commercio equo.

Ol Kerii, l’azienda di Leakey, da impiego regolare a circa 800 persone, delle quali, il 95% sono donne. Gli aspetti interessanti della vita lavorativa in quest’azienda consistono nel fatto che non c’è una fabbrica, non ci sono orari di entrata o uscita e i lavoratori – una volta ricevuto il training – possono lavorare quanto vogliono in modo tale che la loro routine domestica non ne risenta. Ovviamente le paghe si adeguano alla quantità di lavoro effettivo portato a termine. Questo metodo, di conseguenza, dovrebbe incentivare la produzione.

Guardian 

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