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Il Burundi è un paese orgoglioso di ospitare gli esemplari di coccodrillo più grandi del pianeta, senza però ammettere che numerosi di questi esemplari sono spariti dalle rive del Lago Tanganyka a causa del massiccio bracconaggio degli ultimi decenni. Infatti, gli abitanti per sopravvivere alla fame e alla povertà estreme causate guerra civile durata 12 anni, hanno cominciato a cacciare e nutrirsi di coccodrillo. La guerra civile è terminata nel 2005, ma non la condizione di povertà estrema nella quale si trova la popolazione.

È stato in questi anni che Albert Ngendera, che come i suoi connazionali si è nutrito di coccodrillo, ha deciso di salvare 12 cuccioli dai fornelli, sistemandoseli nel cortile di casa a Bujumbura, la capitale del paese.

Ad oggi però, Ngendera, che ora si ritrova 45 esemplari in cortile, non ha ancora ricevuto risposte positive dal Governo il quale aveva promesso un appezzamento di terreno dove poter creare una riserva naturale. Il Presidente del Burundi ha chiamato Albert per discutere la questione, ma ottenere terreni per gli animali in uno dei paesi più densamente popolati della terra è difficile. Il governo non ha i fondi per proteggere i coccodrilli che, nonostante una legge che punisce i cacciatori con sei mesi di detenzione e una multa, rischiano di scomparire.

The Guardian

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