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Etiopia, a tre ore da Addis Abeba, una brillante ragazza quattordicenne sta tornando da scuola, quando uomini a cavallo piombano su di lei e la rapiscono. La coraggiosa Hirut afferra un fucile e cerca di scappare, ma finisce per sparare al suo aspirante marito nonché aguzzino. Nel suo villaggio la pratica del matrimonio con sequestro è comune ed è una delle tradizioni più antiche dell’Etiopia. Meaza Ashenafi, una giovane avvocatessa molto tenace, arriva dalla città per rappresentare Hirut sostenendo che lei ha agito per legittima difesa. Meaza entra coraggiosamente in rotta di collisione tra l’esecuzione dell’autorità civile e il rispetto della ‘telefa’, il rituale del rapimento e del matrimonio tramite violenza e il diritto consuetudinario, rischiando il suo lavoro di assistenza legale alle donne per salvare la vita di Hirut.

Uscito in Italia il 22 gennaio, “Difret” (parola aramaica che non solo significa “coraggio“, ma indica anche la vittima di una violenza) intende portare all’attenzione internazionale il cammino di cambiamento intrapreso dall’Etiopia al fine di sradicare una lunga tradizione di soprusi nei confronti delle donne. Sotto lo strato di costumi sociali educati, un patriarcato aggressivo e radicato perpetua condizioni inospitali per le donne in questo film avvincente e significativo, basato su una storia vera.

Ad ancorare lo spettatore alla visione sono il volto bello e silenzioso della protagonista e la forza del messaggio contenuto in quest’opera del regista etiope Zeresenay Berhane Mehari: il primo passo affinché i diritti del genere femminile vengano rispettati risiede nell’acquisizione da parte della donna della consapevolezza degli stessi.

CineBlog 

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Uscito in Italia il 22 gennaio, \”Difret<\/b>\” (parola aramaica che non solo significa \”coraggio<\/b>\”, ma indica anche la vittima di una violenza) intende portare all’attenzione internazionale il cammino di cambiamento intrapreso dall’Etiopia al fine di sradicare una lunga tradizione di soprusi<\/b> nei confronti delle donne<\/b>. Sotto lo strato di costumi sociali educati, un patriarcato aggressivo e radicato perpetua condizioni inospitali per le donne in questo film avvincente e significativo, basato su una storia vera.<\/p>

Ad ancorare lo spettatore alla visione sono il volto bello e silenzioso della protagonista e la forza del messaggio contenuto in quest\u2019opera del regista etiope Zeresenay Berhane Mehari<\/b>: il primo passo affinch\u00e9 i diritti del genere femminile vengano rispettati risiede nell’acquisizione da parte della donna della consapevolezza degli stessi.<\/p>

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