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Ogni anno, tra gennaio e marzo, il nord del Kenya viene colpito da una devastante ondata di siccità; quest’anno non è diverso dai precedenti. La regione più interessata in particolare è Taita Taveta County, dove la popolazione è costretta a lunghe camminate alla ricerca di una fonte d’acqua, mettendo a rischio la loro vita. Inoltre, i pastori della zona del Lago Turkana, tradizionalmente nomadi, non solo stanno incontrando molte difficoltà a sopravvivere, ma devono anche proteggere il loro territorio dalle tribù rivali che trapassano i confini dall’Etiopia.

Come tutti i pastori, Ibrahim Hassan, in questo periodo avrebbe dovuto spostare il suo gregge lungo il fiume Tana alla ricerca di pascoli più verdi, ma questa volta ha deciso di non muoversi. Ha spiegato che durante la stagione delle piogge ha raccolto più fieno possibile e messo da parte in grosse balle in preparazione per la stagione secca, risparmiandosi così lunghi e pericolosi viaggi. Una ‘tecnologia’ semplice, ma efficace.

Questo metodo permette ai pastori di salvare più capi di bestiame e avere maggiori sicurezze economiche, che si trasformano in maggiori benefici per la comunità: i bambini continuano a frequentare le lezioni a scuola, non dovendo aiutare le famiglie con la preparazione della migrazione, e le bambine non vengono date in spose ancora bambine.

The Guardian, All Africa, Reuters

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