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Studi recenti mostrano che nei 35 paesi con il reddito pro capite più basso al mondo, 15milioni di gravidanze indesiderate potrebbero essere evitate ogni anno tramite un uso consapevole dei moderni metodi contraccettivi. Le indagini hanno dimostrato che le donne che hanno utilizzato metodi tradizionali per non rimanere incinta, sono state mosse dalla paura dei possibili effetti collaterali, per questioni religiose, per la sottovalutazione di dei rischi o per disinformazione. In Kenya, il 61% delle donne intervistate di età compresa tra i 15 e i 49 anni hanno risposto che temevano gli effetti collaterali dei metodi contraccettivi moderni. Questo dato può essere anche legato alla scarsa informazione, in particolare nelle zone rurali.

A causa di una scarsa informazione su rischi legati al sesso on protetto e il limitato accesso a servizi sanitari, negli ultimi anni si è notata una crescente tendenza tra gli studenti di diversi istituti di istruzione secondaria a praticare rapporti non protetti e il conseguente aumento di aborti illegali. Sarebbe necessaria quindi una comunicazione più onesta, precisa e libera da tabù con gli adolescenti affinchè abbiano un’idea più precisa dei rischi a cui vanno incontro, e in modo tale anche che le ragazze possano avere delle alternative sicure riguardanti la gravidanza.

Nel 2013, la First Lady del Kenya Margaret Kenyatta ha lanciato “Beyond Zero”, una campagna di sensibilizzazione sui rischi legati alla gravidanza e alla proliferazione di HIV/AIDS. L’iniziativa vuole ridurre il tasso di mortalità materna ed infantile facendo in modo che le madri e i bambini ricevano le cure necessarie in tempo. Questa necessità ha introdotto le ‘cliniche mobili’. L’altra questione urgente riguarda la trasmissione di HIV/AIDS da madre a figlio. Le stime ufficiali indicano che dal lancio della campagna, i tasso di persone affette da HIV/AIDS è diminuito del 6% e già 800mila pazienti vengono trattati regolarmente.

On Our Radar, Coast WeekMedscapeStandard Media

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