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Per oltre 400 anni più di 15milioni di uomini, donne e bambini sono stati vittime della tratta transatlantica degli schiavi, un capitolo molto buio della storia dell’umanità. Oggi 25 Marzo si celebra la Giornata Internazionale in Ricordo delle vittime della Schiavitù e della Tratta Transatlantica degli Schiavi, per ricordare coloro che hanno sofferto e sono morti a causa di questo sistema brutale. Quest’oggi viene inaugurato anche un monumento memoriale dell’artista di origine haitiana Rodney Leon intitolato ‘L’Arca del non Ritorno’, una struttura triangolare costituita da pannelli di marmo bianco, appoggiata su un supporto in acciaio.

Si stima che un terzo dei circa 15milioni di persone deportate attraverso a tratta transatlantica erano donne. Dunque, il tema di quest’anno è “Women and Slavery” (Donne e Schiavitù –), un testamento alla loro forza e resistenza ad un sistema che le voleva come degli oggetti senza cultura, senza radici e senza identità, ma è anche un omaggio a quelle donne che hanno lottato fieramente contro il sistema della schiavitù per la loro libertà pagando spesso a duro prezzo, ma le loro storie sono rimaste relativamente sconosciute. Queste non solo hanno dovuto sopportare le dure condizioni del lavoro forzato, ma anche forme estreme di discriminazione e sfruttamento a causa del loro genere e del coloro della loro pelle.

Non bisogna dimenticare però che nonostante l’art. 5 della Carta dei Diritti dell’Uomo vieti espressamente il traffico di esseri umani, esso miete ogni anno circa 700.000 vittime e in alcuni paesi la schiavitù è ancora accettata, come ad esempio la Mauritania, dove il 20% della popolazione è proprietà del padrone.  O lungo tutta la costa dell’Africa Orientale dove è ancora attivo il sistema chiamato con il termine Swahili Aya’, che trasforma bambine o giovani donne provenienti dalle campagne in schiave proprietà di famiglie di città, per le quali devono lavorare senza orario, o diritti ad una paga minima, cibo e alloggio, subendo spesso abusi sessuali senza diritto di protesta.

PanoramaUNla Repubblica

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