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Ecco la risposta alla classifica stilata ogni anno da Forbes sulle persone più ricche del mondo da parte di Fund for Peace, l’ong è nota per il suo impegno a favore di comunità situate in zone di conflitto e il suo lavoro di prevenzione presso policy makers:  The Bottom 100, la prima lista mai stilata delle 100 persone più povere del pianeta.

Ogni anno gli occhi sono puntati sui i più ricchi…e perché la stampa internazionale non li punta sui più poveri per magari attirare l’attenzione dei più ricchi?

 

“Il progetto è nato per dare una risposta alla classifica stilata da Forbes che glorifica le personalità più ricche al mondo”, sostiene il direttore esecutivo di Fund for Peace, J. J. Messner.

La classifica presenta 100 profili tratti tra le persone sostenute dall’ong statunitense e sparse in 23 paesi. Ogni profila include una breve biografia, una foto ritratto e un calcolatore che vi permette di capire la fascia di reddito alla quale appartenete rispetto alla media mondiale. Come loro, ci sono centinaia di milioni di persone in stato di povertà per colpa della guerra, della mancanza di istruzione, degli effetti del cambiamento climatico e delle persecuzioni etniche, religiose o sociali.

Noi di Alice for Children potremmo stilarvi una lista eguale, tutta concentrata tra le famiglie ed i nostri bimbi delle baraccopoli di Dandora e Korogocho, le diseguaglianze sociali vanno combattute anche attraverso l’informazione e la sensibilizzazione di tutti.

Comparare le due classifiche, quella di Fund for Peace e quella di Forbes, fa un certo effetto. In entrambe le liste, alla posizione numero 30 ci sono da un lato Jeanette Johari, che per sopravvivere fa la baby sitter, e dall’altro Ma Huateng, CEO e cofondatore di Tecent Inc., della più grandi compagnie internet della Cina. Nel primo caso, Jeanette guadagna meno di 365 dollari all’anno, mentre il patrimonio di Ma Huateng ammonta a 24,9 miliardi di dollari. Per chi lotta contro la povertà mondiale, queste due cifre riassumono le disuguaglianze sociali enormi che caratterizzano la globalizzazione di questo inizio di XXI secolo.

Per saperne di più su The Bottom 100: http://bottomhundred.org/

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