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Fino ad ora vi abbiamo sempre descritto e mostrato Nairobi per i suoi slums ed il loro degrado, la povertà, la disperazione delle persone e dei bambini che vi vivono. Oggi vogliamo farvi conoscere l’altra faccia della medaglia, la città nella città, la Nairobi dell’arte e della cultura, descritta in questo articolo da Artribune:

 

L’arte contemporanea africana, un po’ come la moda, il cinema ma anche la letteratura, non può essere relegata a una reminiscenza esotica, totalmente separata dalla scena internazionale”, ci dice con fermezza Kui Wachira, manager della Circle Art Gallery di Nairobi. Kui è giovane, porta occhiali con una montatura spessa e trendy, e ci mostra in un inglese fluente le opere degli artisti che trattano nel loro spazio. Circle Art Gallery, fondata e diretta da Danda Jaroljmek, si trova a Lavington, a nord-ovest del centro città, periferia residenziale e ricca di Nairobi, con il chiaro obiettivo di diventare sempre di più lo spazio espositivo e l’agenzia di riferimento per l’arte contemporanea in East Africa, con un programma serrato di mostre di artisti emergenti, ma anche nomi di punta, servizi di consulenza ad artisti e istituzioni, e con la partecipazione alle più importanti fiere del mondo. Insomma, una piattaforma importante per artisti e curatori per farsi conoscere dentro e fuori dal Kenya, anche grazie al programma di aste internazionali annuali lanciato nel 2013, che è stato un vero punto di svolta per lo sviluppo del mercato in questa parte di mondo. Tanto che, nell’ultima sessione d’asta, ha battuto diverse opere per decine di migliaia di dollari.
Quando pensiamo all’Africa”, continua Kui Wachira, “ci vengono in mente solo i colori e i motivi vivaci, i sapeur congolesi, i nomi di fotografi maliani come Seydou Keïta e Malick Sidibé. Tutto ciò ha sedimentato un preciso stereotipo di “African Art”. Tuttavia l’estetica contemporanea è molto diversa: oggi le fonti e le influenze sugli artisti sono molto più sfumate e diversificate”.

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Nairobi art boom

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