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Come tutti gli anni, lo scorso 2 giugno l’Italia ha festeggiato l’anniversario della Repubblica, con parate, eventi e le esibizioni delle famose frecce tricolori. Forse non tutti sanno che la festa della nostra repubblica viene celebrata anche all’estero, in tutti quei contesti e territori sui quali svetta e sventola il tricolore. Territori come quelli delle ambasciate, per esempio.

L’ambasciata italiana a Nairobi, in particolare, ha deciso di tenere la cerimonia ufficiale lunedì 4 giugno, quando gli ospiti si sono riuniti in United Nations Crescent per festeggiare insieme. Tra gli ospiti c’erano anche 13 bambini, vestiti con una bellissima divisa colorata, che, emozionati ma eccezionalmente composti, hanno intonato prima l’inno keniano, e poi l’inno di Mameli davanti a tutti i presenti.

Ma andiamo con ordine e raccontiamo la storia dal principio: il 29 aprile abbiamo inaugurato la nostra Alice Italian Food Academy davanti a tanti ospiti e amici; tra questi, era presente anche Mauro Massoni, l’ambasciatore italiano a Nairobi. In queste occasioni, i bambini di Alice Village, con l’aiuto delle mumies e dei volontari presenti in loco, preparano sempre delle piccole esibizioni per accogliere e intrattenere il pubblico presente. Vista la presenza di un rappresentante del corpo diplomatico italiano e dell’occasione speciale, che voleva omaggiare e promuovere, oltre all’accademia, anche la cucina italiana in generale, si è pensato di insegnare ai bambini il nostro inno. Più facile a dirsi che a farsi, pensavamo: i tempi erano molto stretti, le cose da preparare e organizzare molte; i bambini non conoscono l’italiano (se non qualche singola parola) e sarebbe stato complicato insegnare loro la pronuncia, il ritmo, la melodia.

Ma, come capita spesso lavorando con i bambini dei nostri progetti, si ottengono dei risultati insperati: hanno voluto appuntarsi la pronuncia di tutte le singole parole, capire esattamente l’intonazione di ogni singolo verso e provare, provare, e ancora provare! E così, in meno di una settimana, con l’aiuto di Enrico, il volontario italiano presente in loco in quei giorni, delle mumies e di parte dello staff, con prove a cappella, brevi lezioni sulla pronuncia italiana, con il solo esempio e accompagnamento di video, audio e delle abilità canore degli italiani presenti, i bambini hanno imparato l’inno di Mameli e sono stati in grado di replicarlo, senza accompagnamento strumentale, davanti a tutti gli ospiti il giorno 29 aprile.

Certo, la pronuncia è risultata un po’ storpiata e l’intonazione imprecisa in alcuni punti, ma il loro impegno e la loro bravura sono stati largamente apprezzati da tutti i presenti; l’ambasciatore Massoni, in particolare, si è detto commosso e colpito dall’esibizione dei piccoli cantanti, tanto da invitarli ai festeggiamenti per l’anniversario della Repubblica. Dove? Ma in ambasciata, naturalmente!

I bambini hanno continuato a esercitarsi, in un’atmosfera di crescente entusiasmo e agitazione, fino al grande giorno: tutto di quel 4 giugno è stato una novità: il viaggio in pullman per arrivare in ambasciata, le facce nuove, l’ambiente e le splendide divise rosso-bianco-verde, disegnate appositamente per loro e per l’occasione dallo stilista italiano Cristiano Burani e, infine, l’esibizione, accompagnati, dal sax del nostro Clinton.

inno in ambasciata
I bambini durante l’esibizione.

Non siamo in grado di descrivervi nel dettaglio le emozioni e i pensieri che hanno attraversato la testa e il cuore dei nostri bambini in quei minuti, mentre cantavano l’inno di Mameli con la mano sul cuore; ma possiamo raccontarvi cosa è stato per noi: cosa è stato prepararli per questa grande sfida, cosa è stato vedere il video della loro esibizione all’ambasciata, mentre pronunciavano quelle parole spesso sconosciute e incomprensibili persino per molti italiani, con lo stesso calore e la stessa passione che mettono nel cantare “Ee Mungu Nguvu Yetu” (l’inno keniano, “O God, our Strenght” nella versione inglese). Cosa è stato immaginare i bambini, di cui conosciamo le storie, il passato e le mille difficoltà, su quel palco, le loro aspettative, il loro iniziale sbigottimento, i loro sorrisi dopo gli applausi degli illustri ospiti.

Abbiamo condiviso il video sui nostri social per mostrare quanto siamo orgogliosi di loro e, forse, per mandare un messaggio positivo, di completa condivisione e scambio, in questi tempi sordi e ciechi al dialogo.

Speriamo di essere riusciti nell’intento. Loro, sicuramente, possono dire di avercela fatta.

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