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Quest’anno abbiamo raggiunto un obiettivo importante per la nostra associazione: ben 156 nuovi bambini sono entrati nel programma di sostegno a distanza! Questo significa che potranno allontanarsi dal lavoro in discarica e andare a scuola, avere un’assistenza sanitaria garantita e un pasto caldo al giorno.

Il nostro programma di adozione a distanza è uno dei pilastri della nostra associazione, che non sarebbe la stessa senza le centinaia di donne, uomini, ragazze e ragazzi che decidono di impegnarsi economicamente e non solo per aiutare concretamente un bambino che vive a più di 5000 chilometri di distanza da loro.

Oggi vogliamo raccontarvi una storia speciale, che ci porta un messaggio molto significativo: quando ci troviamo faccia a faccia con il degrado della baraccopoli di Nairobi e con la povertà dei bambini, non possiamo restare fermi e non fare nulla. Sentiamo la necessità di agire, ognuno a suo modo e secondo le proprie possibilità, ma senza indugi.

A novembre, durante l’ultimo viaggio organizzato dalla nostra associazione per i nostri sponsor e sostenitori, i nostri ospiti hanno visitato le baraccopoli di Dandora e Korogocho e la discarica adiacente alle baracche. Ed è proprio nella discarica che uno dei nostri ospiti è rimasto colpito dallo sguardo di un bambino, che scavava a mani nude tra i rifiuti. Gli si è avvicinato, ha cominciato a fargli delle domande e, dopo qualche minuto di conversazione e l’ennesimo sguardo alla montagna di spazzatura tutta intorno a loro, ha preso una decisione: avrebbe fatto qualcosa per quel bambino, per allontanarlo dalla discarica e proteggerlo dai pericoli della baraccopoli.

Abbiamo così scoperto che il nome del bambino era Bashir e che viveva in una baracca fatta di una sola stanza insieme ai suoi genitori e a due fratelli. La mamma fa la lavandaia e guadagna troppo poco per poter mandare i bambini a scuola e il papà lavora saltuariamente e in modo instabile, a causa del vizio dell’alcool. Grazie al lavoro degli assistenti sociali e alla volontà del nostro ospite, abbiamo contattato la famiglia e concordato con loro e con il tribunale che Bashir ci avrebbe seguito ad Alice Village per essere affidato alle nostre cure.

Bashir in discarica.

Ora Bashir è uno dei bambini del nostro orfanotrofio e, grazie al sostegno del nostro ospite, diventato suo genitore a distanza, può frequentare la scuola, vivere in un ambiente protetto e sicuro e avere assistenza sanitaria e tre pasti al giorno.

Cosa ci insegna questa storia? Che non possiamo rimanere indifferenti e che un piccolo gesto può realmente cambiare la vita di qualcuno.

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