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Secondo un recente studio, in Kenya dall’inizio di marzo almeno un terzo dei lavoratori a basso reddito ha perso il lavoro. Non esistendo cassa integrazione o aiuti dal governo e non avendo queste persone dei risparmi, il problema lavorativo ha portato per tutti a un’emergenza economica e alimentare senza precedenti.

 

Conseguenze negative in tutto il paese

In Kenya, a causa della pandemia e del lockdown, il 90% delle persone ha visto il proprio reddito più che dimezzato. Quasi tre quarti delle famiglie keniane che hanno potuto permetterselo, hanno dovuto attingere ai propri risparmi, normalmente tenuti da parte per la scuola dei figli.

Il governo aveva annunciato il lancio di un piano di intervento sociale del valore di 400 milioni di dollari che avrebbe incluso aiuti in denaro alle famiglie e distribuzione di cibo per quelle più bisognose. A oggi, solo il 2% della popolazione ha beneficiato di questo programma, che si è rivelato limitato sia nella sua attuazione che nella trasparenza.

 

Il lavoro informale negli slum

Più dell’80% della popolazione keniana lavora all’interno della cosiddetta economia informale. Venditori ambulanti, tassisti, collaboratori domestici, commercio al dettaglio, sono tutte attività che i residenti degli slum svolgono informalmente, senza alcuna garanzia da parte delle istituzioni. Ciò che si guadagna con il lavoro viene impiegato quotidianamente per comprare cibo e pagare l’affitto della baracca. In una situazione lavorativa di questo tipo, non c’è modo di mettere da parte del denaro, neanche per le emergenze.

Mentre molte persone lavorano in nero all’interno della discarica di Dandora, molte altre hanno la loro piccola attività in proprio che dà loro modo non solo di sfamare i figli, ma anche e soprattutto di tenersi lontani dai rifiuti tossici e dalla pressione di gruppi criminali.

Si tratta pur sempre di un lavoro precario e che necessita di una qualche somma di denaro per essere avviato e portato avanti nelle prime settimane.

 

Il micro-credito come aiuto per sostenere la comunità

In passato, il micro-credito si è rivelato uno strumento importante a questo scopo e come associazione abbiamo sostenuto in questo modo molte persone (soprattutto donne) che hanno costruito delle storie di successo.

Il programma di Sostegno alla Comunità si pone l’ambizioso obiettivo di inserire alcune famiglie in un ciclo del sostegno che implica anche il loro coinvolgimento in un programma di micro-credito.

Purtroppo, l’emergenza alimentare ci ha costretto a dirigere tutte le nostre risorse e l’intero programma nella distribuzione del cibo alle famiglie più in difficoltà.

 

Speriamo che con l’aiuto di tutti riusciremo a passare e risolvere questa grave fase emergenziale per poi poter allargare il nostro sostegno a un maggior numero di famiglie che saranno coinvolte in progetti che andranno oltre la primaria e urgente necessità di avere del cibo da mettere in tavola.

Se volete aiutare le famiglie degli slum, potete sostenere il progetto per la comunità.

 

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