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Secondo un recente studio delle Nazioni Unite, nei prossimi dieci anni il numero delle spose bambine nel mondo crescerà di 13 milioni. Questa è solo una delle conseguenze della chiusura delle scuole che peseranno gravemente sulle comunità più fragili del pianeta.

 

La parte più vulnerabile della comunità

La chiusura delle scuole ha avuto e continua ad avere gravi ripercussioni sulla qualità della vita di intere comunità in tutto il mondo.

Le conseguenze più gravi sono evidenti soprattutto nelle zone più vulnerabili del pianeta e in particolare per i componenti più fragili della società, ovvero donne e bambini, i cui i diritti più basilari (diritto allo studio, alla salute e all’indipendenza economica) sono messi fortemente in pericolo dal lockdown e dalla crisi umanitaria che ne è seguita.

 

La scuola come luogo sicuro

Secondo l’Unesco, a fine marzo più dell’89% degli studenti nel mondo non frequentavano la scuola e di questi 743 milioni erano bambine.

In Kenya come in tutti i paesi vulnerabili, la scuola rappresenta un luogo sicuro per migliaia di bambini, che altrimenti sarebbero esposti allo sfruttamento lavorativo e al pericolo di abusi e violenze. Nelle nostre scuole, implementate all’interno delle baraccopoli, i bambini non solo avevano la garanzia di poter intraprendere un percorso scolastico di qualità, ma anche di poter consumare un pasto caldo al giorno.

Come vi abbiamo raccontato, la chiusura delle scuole imposta fino al prossimo gennaio metterà a repentaglio sia l’opportunità di proseguire gli studi che quella di poter essere assistiti dal punto di vista alimentare e medico.

 

Le conseguenze di questi primi mesi di chiusura

Non esistono statistiche ufficiali riguardo l’impatto che la chiusura delle scuole sta avendo sui bambini kenioti, ma molte associazioni che si occupano di tutela minorile e di difesa dei diritti registrano un aggravarsi delle condizioni di vita soprattutto delle bambine, che si sono ritrovate maggiormente esposte a violenze fisiche e sessuali da parte di parenti e vicini di casa. Gli esperti stimano che da marzo, ossia dall’inizio del lockdown e dalla chiusura delle scuole, ci siano stati nel paese 4000 casi di gravidanze precoci.

Molte ragazzine sono state forzate dalla famiglia a prostituirsi per permettere a fratelli, madri e padri di mettere qualcosa da mangiare in tavola e nelle zone rurali del paese sono aumentate le pratiche di mutilazione genitale femminile per preparare le bambine al matrimonio. Senza scuola infatti, le bambine e le ragazze vengono spinte non solo a lavorare ma anche a intraprendere matrimoni precoci per avere la garanzia di potersi mantenere e poter supportare economicamente la famiglia.

 

Cosa ci aspetta?

La chiusura prolungata delle scuole rischia di mettere a repentaglio tutto il lavoro svolto negli ultimi decenni per l’affermazione e la tutela dei diritti fondamentali dei bambini e di mettere fortemente a rischio la loro salute (se non la loro vita).

Grazie al supporto al progetto di Sostegno alla Comunità e alle adozioni a distanza, potremo continuare a prenderci cura dei bambini e delle loro famiglie, casa per casa, giorno per giorno.

 

Se vuoi sapere come sostenerci, scrivici a sostieni@aliceforchildren.it

 

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