News e Comunicazioni

  • Nel mondo, il 35% delle donne ha subito violenze fisiche e/o sessuali da parte di un partner o di un conoscente. Casi di depressione, aborti e HIV sono più frequenti in donne che hanno subito questo tipo di abusi.
  • Ogni giorno 137 donne vengono uccise da un membro della loro famiglia. Si stima che delle 87 mila donne uccise nel 2017, più della metà siano state assassinate dal partner o da un famigliare.
  • 15 milioni di ragazze dai 15 ai 19 anni sono state costrette a un rapporto sessuale forzato almeno una volta. Secondo i dati raccolti in 30 paesi nel mondo, solo l’1% di queste ragazze ha chiesto aiuto a dei professionisti.

Questi sono solo alcuni dati pubblicati sul sito di UN Women (l’ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere) riguardo violenze e abusi subiti dalle donne in tutto il mondo. Dietro questi numeri, ci sono volti, vite, ferite e sofferenze, segnati da quella che nel 2020 sembra ancora essere una colpa: essere nate donne.

 

ORANGE THE WORLD… ANCHE NEGLI SLUM

Lo “slogan” che accompagna la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne di quest’anno è Orange the World: Fund, Respond, Prevent, Collect!”. Colorare il mondo di arancione per fermare la violenza di genere, colmare i vuoti culturali e legislativi che ignorano o addirittura favoriscono gli abusi, lavorare sulla prevenzione e sul supporto alle donne maltrattate.

Nella povertà e nel degrado degli slum di Nairobi, donne e bambine sono da sempre le più esposte a pericoli, malattie e violenze. Per questo da sempre lavoriamo sul fronte dell’educazione, del supporto medico e psicologico e dell’aiuto alla parte femminile della popolazione per combattere contro stereotipi e violenze di genere.

Quest’anno abbiamo voluto fare di più e realizzare ciò che non era mai stato fatto prima all’interno degli slum: nella giornata di oggi alzeremo il nostro grido per cercare di sradicare la violenza sistemica sulle donne e bambine. Nelle nostre scuole di Dandora e Korogocho, i nostri ragazzi e l’intera comunità celebreranno insieme questa giornata con un’iniziativa senza precedenti, che trasmetteremo in diretta sui nostri canali social e di cui vi racconteremo nei prossimi giorni.

Parleremo anche del fatto che anche nelle baraccopoli il virus e il lockdown hanno portato a un aumento allarmante degli abusi su donne e bambine.

 

IL LOCKDOWN E L’AUMENTO DELLE VIOLENZE

Per moltissime donne nel mondo, la pandemia non ha rappresentato solo un’emergenza sanitaria ed economica mondiale, ma soprattutto un pericolo imminente per la propria incolumità, che niente ha avuto a che fare con il Covid-19. Violenze fisiche e psicologiche da parte di compagni e mariti si sono moltiplicate in modo preoccupante negli ultimi mesi, segnati da un lockdown che ha reso ancora più difficile sfuggire agli abusi che già normalmente si consumavano tra le quattro mura domestiche.

Nel mondo tutte le associazioni che si occupano di abusi di genere hanno registrato e continuano a registrare un aumento preoccupante delle segnalazioni di violenze domestiche, che già prima del Covid-19 presentavano dati allarmanti (nei 12 mesi precedenti allo scoppio della pandemia, il 18% delle donne nel mondo hanno subito violenza fisica e/o sessuale da parte di un compagno o un ex partner).

In alcuni paesi la tendenza è stata inversa e le chiamate ai numeri di emergenza sono diminuite. Purtroppo, secondo UN Women neanche questo dato può essere considerato positivo: la diminuzione delle denunce e delle richieste di aiuto è infatti legata non a un reale calo nei casi di violenza, ma all’impossibilità delle donne di avere accesso a un telefono o a un computer o alla maggiore paura di essere scoperte dal partner.

 

NON SOLO QUESTIONE DI POVERTÀ

La pandemia ha portato con sé conseguenze economiche gravissime per la parte femminile della popolazione mondiale. Il documento “Report from Insight to Action: Gender Equality in the Wake of Covid-19” (di cui vi abbiamo già parlato) stima che entro il mese di giugno del 2021 almeno 47 milioni di donne saranno scese sotto la soglia di povertà a causa dell’epidemia da Covid-19.

La povertà è sicuramente un terreno fertile per il moltiplicarsi di abusi e soprusi, ma non è la causa ultima né prima delle violenze contro le donne. Se i governi non approveranno leggi specifiche contro la violenza di genere e in favore del supporto alle donne maltrattate; se dai governanti non arriveranno esempi concreti e chiari di parità di opportunità e ruoli; se non inizieremo a educare i nostri figli in termini di sessualità e rapporti basati sull’uguaglianza e il rispetto, i numeri delle violenze continueranno ad aumentare.

Che sia in corso una pandemia mondiale oppure no.

 

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