News e Comunicazioni

Il 2020 è stato un anno pieno di difficoltà, anche per la nostra associazione. Tuttavia, non solo non ci siamo fermati davanti ai mille ostacoli che abbiamo incontrato, ma abbiamo addirittura puntato ancora più in alto e tentato quasi l’impossibile.

Nella giornata contro la violenza sulle donne, celebrata lo scorso 25 novembre, siamo riusciti a unire parte della comunità di Dandora e Korogocho per far sentire il nostro grido contro la violenza di genere.

 

L’ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA

Parlare di violenza e soprattutto di violenza contro donne, bambine e ragazze non è affatto semplice all’interno degli slum di Nairobi. Qui violenze e abusi si consumano ogni giorno, in ogni strada e in ogni baracca, dove i bambini sono sempre testimoni e spesso anche vittime di forme estreme di abuso e dove quasi la metà delle donne dai 15 ai 70 anni ha subito violenza almeno una volta.

Grazie al duro lavoro del nostro staff locale, dei social worker e degli insegnanti siamo riusciti a organizzare fin dall’inizio di ottobre moltissime attività che hanno coinvolto non solo gli studenti delle nostre scuole e i bambini del nostro orfanotrofio (50 ragazzi di class 8 e 80 studenti di class 5, 6 e 7), ma anche i genitori e i tutori dei bambini e altri membri della comunità delle baraccopoli. Le attività sono culminate nella giornata del 25 ottobre.

 

LA DIRETTA CON DAVIDE

Lo scorso mercoledì ci siamo collegati in diretta con il nostro Davide che dalla scuola di Dandora ci ha mostrato come insegnanti, staff e studenti hanno vissuto questa giornata internazionale. Nelle riprese abbiamo visto alcune delle nostre studentesse esibirsi in un canto coreografato molto emozionante, scritto come denuncia contro le violenze all’interno della famiglia. Abbiamo poi ascoltato la voce di Lavina, una delle nostre social worker, che ci ha raccontato quanto sia stato importante coinvolgere l’intera comunità e i genitori degli studenti e quanto sia fondamentale parlare con bambine e ragazze per far capire loro l’importanza della denuncia in caso di violenza.

Canti, balli, rappresentazioni teatrali, poesie sono il risultato di un lavoro di intere settimane, fatte di prove ma anche di counseling, sessioni di educazione sessuale, attività specifiche per lavorare sull’autostima delle ragazze, incontri con genitori e parenti per sensibilizzarli sulle conseguenze delle violenze fisiche e psicologiche su bambini e bambine.

 

LA QUOTIDIANITÀ DELLA VIOLENZA

La parte più drammatica della nostra diretta è sicuramente stata l’inquadratura silenziosa dei disegni fatti dai nostri bambini, ai quali è stato chiesto di rappresentare la “violenza domestica”. È stato impressionante vedere con quanti dettagli gli studenti abbiano fissato la violenza sulla carta e ancora più terribile pensare che non hanno dovuto ricorrere all’immaginazione per rappresentarla.

Grazie al vostro sostegno, potremo continuare a organizzare giornate importanti come questa e a portare avanti il difficile lavoro per combattere violenze, stereotipi, abusi e violazioni dei diritti fondamentali della comunità degli slum.

 

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