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1,7 milioni di nuovi infetti, 690 mila morti e 38 milioni di persone che convivono con il virus.

Non stiamo parlando di Covid-19 o di una nuova pandemia mondiale, ma dei dati relativi alla diffusione dell’HIV nel mondo nel 2019.

Quest’anno più che mai è fondamentale dare importanza e visibilità alla Giornata Mondiale contro l’HIV celebrata il 1° dicembre e a questo virus ancora così diffuso e pericoloso. Vi raccontiamo perché.

 

AFRICA E HIV: I NUMERI DEL 2019

Sono ancora troppe le malattie in Africa per cui moltissimi adulti e bambini perdono la vita ogni anno. Nonostante siano stati fatti passi avanti nella prevenzione della trasmissione dell’HIV e nella distribuzione di farmaci antiretrovirali, i numeri del virus rimangono ancora preoccupanti nel continente, soprattutto in alcune aree.

  • Nel 2019, più di 26 milioni di africani convivevano con l’HIV. Di questi, oltre 20 milioni vivevano nell’Africa orientale e meridionale

  • Solo in East e Southern Africa, nello stesso anno ci sono stati 730 mila nuovi infetti

  • Sempre nel 2019 più di 500 mila africani sono morti per cause correlate all’HIV. La causa più comune di morte tra i malati di HIV rimane la tubercolosi.

 

I DATI POSITIVI NON SONO ABBASTANZA

In tutto il mondo e anche in Africa si possono registrare anche dati positivi riguardo la lotta all’HIV. Parlando di Kenya ed East Africa in particolare, secondo UNAIDS nel 2019 circa il 90% delle donne incinte hanno avuto accesso ai medicinali antiretrovirali necessari per impedire la trasmissione del virus al feto e circa il 70% dei malati di HIV hanno potuto curarsi.

Tuttavia, non solo i risultati raggiunti nel continente africano non sono ancora accettabili, ma purtroppo sono stati frenati dalla pandemia di COVID-19 e da tutte le sue conseguenze sulla gestione di gravi patologie. Secondo le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il divario tra Africa e i cosiddetti paesi occidentali in termini di contagi, possibilità di curarsi e morti è ancora troppo ampio.

 

UN PROBLEMA DEL “TERZO MONDO”?

Quando nei paesi più ricchi l’epidemia di HIV ha cominciato a ridursi e sempre più persone hanno potuto avere accesso alle cure necessarie, i riflettori del mondo hanno piano piano smesso di porre l’attenzione sul problema HIV e Aids. Da quel momento, il virus è diventato un problema del cosiddetto terzo mondo o comunque una problematica che andava risolta ormai altrove, in luoghi e per persone lontani.

Gli esperti denunciano che a causa della pandemia da COVID-19 in atto in tutto il pianeta, purtroppo i dati ancora allarmanti su infetti e morti per Aids sono stati ulteriormente oscurati. Le conseguenze che questo silenzio potrebbe causare soprattutto nei paesi africani potrebbero essere devastanti.

 

IL NOSTRO LAVORO COSTANTE

Abbiamo sempre prestato una grande attenzione ai bambini affetti da HIV, sia nelle nostre scuole che all’interno del nostro orfanotrofio. Grazie all’aiuto costante dei nostri sostenitori possiamo garantire ai nostri bambini e ai loro genitori un’assicurazione medica che ci permette di somministrare ai positivi i farmaci necessari per stabilizzare il virus e le sue conseguenze e intervenire in modo tempestivo in caso di peggioramento delle loro condizioni fisiche.

L’HIV rimane un grave problema che la nostra associazione e i nostri beneficiari devono affrontare quotidianamente, ma è anche un’altra battaglia che possiamo vincere insieme!

 

Qui sotto nella galleria: questa mattina i nostri studenti, insegnanti e social worker hanno marciato per le vie di Korogocho per sensibilizzare la comunità rispetto a questa giornata e alle sue tematiche

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