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Da più di 60 anni il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani. In questa data nel 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che per la prima volta ha messo nero su bianco un elenco di diritti cosiddetti inalienabili di ciascun essere umano, senza discriminazione di etnia, sesso, religione, nazionalità.

Diritto a un processo equo, a esprimersi liberamente, a un’istruzione accessibile e di qualità, sono solo alcuni dei diritti che dovrebbero essere tutelati dalla comunità internazionale e da ogni singolo governo.

 

2020: IL MOLTIPLICARSI DELLE VIOLAZIONI

Quest’anno il tema della giornata è “Recover Better”, strettamente legato alla pandemia da Covid-19. Solo se i diritti umani verranno rispettati infatti potremo davvero uscire da questa emergenza planetaria, senza lasciare indietro nessuno. Purtroppo, la pandemia mondiale ha creato terreno fertile per il non rispetto di moltissimi diritti, soprattutto in luoghi in cui democrazia e libertà erano già a rischio.

Secondo gli esperti di diritti umani e gli attivisti intervistati da Freedom House, alcuni capi di governo hanno approfittato della situazione di estrema emergenza sanitaria limitando la libertà di stampa ed espressione, aumentando la censura e le misure di sicurezza estreme e agendo in modo poco trasparente. Più della metà degli esperti dichiara che la pandemia porterà conseguenze negative per il rispetto dei diritti umani almeno per i prossimi tre anni e che la democrazia in tutto il mondo compirà passi indietro, anche più grandi e gravi delle conseguenze sanitarie dell’epidemia.

 

I DIRITTI VIOLATI NEGLI SLUM

Vi abbiamo già raccontato di quanto il lockdown abbia spazzato via interi anni di progressi nella tutela dei diritti della comunità delle baraccopoli di Nairobi. Anni in cui il lavoro per la tutela dei diritti di tutti è stato necessariamente lungo e faticoso.

Il diritto all’istruzione dei bambini, perso per la chiusura prolungata di tutte le scuole e l’impossibilità di fare didattica a distanza; il diritto a un’assistenza medica, per l’impossibilità di raggiungere gli ospedali e la paura di contrarre il virus al loro interno; il diritto al lavoro, ostacolato dall’obbligo imperativo di non lasciare la propria baracca. Famiglie che in qualche modo riuscivano a cavarsela, con lo scoppio della pandemia si sono ritrovate senza un lavoro, senza una scuola in cui mandare i propri bambini e, di conseguenza, senza cibo da mettere in tavola.

 

IL SOSTEGNO A DISTANZA PER TUTELARE I DIRITTI DEI BAMBINI

La buona notizia è che grazie all’aiuto di tutti i nostri sostenitori il nostro lavoro sta continuando. Coloro che hanno scelto di sostenere a distanza un bambino di Nairobi ci stanno aiutando a fare grandi cose. Stanno garantendo a un bambino keniano il diritto allo studio, a un’assistenza medica di qualità, al cibo e a una casa sicura, nel caso in cui quella della sua famiglia non lo fosse più.

 

Adottando un bambino a distanza potrete garantirgli il diritto di avere un futuro degno di questo nome.

Per attivare un’adozione o avere più informazioni, seguite il link.

Ci trovate sempre, per rispondere a tutte le vostre domande:

  • via mail: genitori@aliceforchildren.it
  • al telefono: 0245491503
  • su Whatsapp: 3472943608

GRAZIE!

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